Guerra Usa-Iran, a che punto siamo?
Queste riflessioni ci sembrano alquanto sensate e dopo un mese o quasi di scontri, in cui gli Usa hanno subito una sconfitta e l'Occidente tutto rischia una forte crisi petrolifera ed economica è logico che da più parti si sia fatta pressione su Trump per una soluzione diplomatica.
L'Iran, pur subendo distruzione di ospedali, centri militari e alcune basi militari, nel complesso ha resistito bene ed è riuscito a neutralizzare tutte le basi militari Usa nel Golfo Persico e a distruggere infrastrutture importanti israeliane tra cui la base principale israeliana per il lancio di missili con testate atomiche e ha colpito duramente quegli Emirati molto legati agli Usa.
Inoltre ha colpito duramente la maggiore portaerei degli Usa, la John Ford, con perdite alte di vite umane (colpita irreparabilmente in 17 punti, come ha detto lo stesso Trump, in conferenza stampa) e ha bloccato il passaggio marittimo di Hormuz, lasciando 2000 petroliere in attesa, condizionando l'elevazione del prezzo del petrolio mondiale.
Da un post di ADALBERTO GIANUARIO:
IL DOPPIO LIVELLO DELLA DIPLOMAZIA USA
Ogni giorno che passa mi convinco sempre di più che da parte dell’amministrazione USA ci sia un doppio livello di diplomazia, una “sotterranea” di cui forse è possibile intuire qualcosa, e una pubblica la cui funzione è quella di disorientare, anche se non è possibile definire con certezza chi e perché.
Sabato e domenica scorsi si sono svolti i colloqui di Islamabad tra USA e Iran, un incontro a cui hanno partecipato ampie delegazioni tecniche (circa 70 persone per l’Iran) e che è proseguito per circa 20 ore consecutive, segno che la discussione è entrata nei dettagli e ha affrontato questioni specifiche.
Sia il presidente del parlamento, Mohammad Bagher Ghalibaf, che il ministro degli esteri Abbas Araghchi nei giorni precedenti avevano negato che ci fossero stati dei contatti diplomatici, attaccando con comprensibile e giustificata durezza l’amministrazione americana.
Ma poi sono volati a Islamabad e trovo sia difficile credere che un incontro di tale portata sia avvenuto senza un precedente accordo politico, magari anche abbastanza preciso.
Come è noto le dichiarazioni finali, hanno definito un fallimento il summit, ma intanto le navi della marina USA si sono avvicinate allo Stretto senza che nessuno abbia sparato un colpo e già si parla di un prossimo incontro.
Questo è il doppio livello diplomatico di cui parlavo prima.
Un altro esempio secondo me è l’attacco di Trump oggi alla Meloni nell’intervista al Corriere, io penso che le abbia fatto un regalo e glielo abbia fatto consapevolmente, sapendo che ciò può farle recuperare consenso dopo la scoppola del referendum.
D’altra parte come avrebbe potuto lo scorso 3 e 4 aprile imbarcarsi per il Golfo nel pieno della guerra senza il consenso degli USA?
Capisco che è un po' audace, ma questi sono i miei 2 cent di analisi, a prescindere dalle ormai ovvie valutazioni etiche su quello che sta succedendo. Vedremo se è corretta.
14 aprile 2026